Presentazione Dott. Rinaldi e Terapia A.T.D.R.A.

768 1024 6 Il Mio Amico Speciale

“Il sintomo è messaggio comunicativo,nasce dal bisogno e diviene strategia…”

A.T.D.R.A. è l’acronimo di Approccio Terapeutico Dinamico Relazionale (creato in Acqua), creato e messo a punto dal Dott.Antonio Rinaldi, nella sua visione di rispetto dell’unicità di ogni individuo, tratta in particolar modo l’Autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo, ma nella sua applicazione più generica abbraccia vari target di utenza.

A.T.D.R.A. è un approccio di tipo evolutivo, ovvero considera come fondamentale fulcro di intervento la dimensione emozionale e relazionale del bambino.

Nell’A.T.D.R.A. è assioma dell’operare il coinvolgimento genitoriale, come parte attiva nelle sessioni e come dinamica di condivisione di consapevolezza e intervento.

Sostenere ed ascoltare un genitore è già gran parte del lavoro che potremmo fare nei confronti

del bambino. Associazione

A differenza della maggior parte degli interventi, nell’ A.T.D.R.A. il sintomo non è riconosciuto come stigmate da debellare, ma come apertura comunicativa che se ben sfruttata può divenire funzionale ponte relazionale.

Nell’A.T.D.R.A. si crede fermamente che una persona non vada gestita, ma ascoltata, sostenuta e certamente aiutata, ma tutto ciò diviene possibile se chi lavora ha la voglia di porsi in una posizione di “allievo” di fronte a chi vuole aiutare, solo così potrà divenire consapevole ed empatico.

Vi piacerebbe che qualcuno, senza ascoltarvi minimamente, organizzasse che cosa è meglio per voi?

A.T.D.R.A. sebbene nel suo acronimo già includa il concetto di “lavoro in acqua”, non pone limiti alla varietà di contesti in cui si possa applicare il suo metodo, tra cui quello scolastico; tale approccio nella sua messa in atto tecnica/pratica nasce nelle acque della piscina e si sviluppa anche al mare nella surf-therapy “Surfing Voice”, ma riscontra altrettanta efficacia nella sua applicazione in ogni contesto dove si consideri un alto livello motivazionale da parte del bambino da “trattare”, dalla stanza con i giochi, all’aperto tra fiori ed animali se sempre coerentamente con la metologia A.T.D.R.A.

L’intervento in piscina è il contesto dominante dove si applica l’A.T.D.R.A.

Ogni singola sessione sarà strutturata e riportata nel resoconto periodico al supervisore e alla famiglia.

L’elemento acqua, è considerato nell’A.T.D.R.A “archetipo contenitore-Madre”, per le sue caratteristiche fisiche di fluido, riesce ad “avvolgere” qualsiasi corpo vi sia immerso per la sua intera superficie, attivandolo percettivamente a 360′ è da sempre il contesto privilegiato dove i nostri terapisti conducono sessioni di lavoro con i bambini.

In acqua, siamo contenuti ma anche liberi e leggeri nei movimenti, come in un abbraccio materno che Winnicott definì “Holding”, con il quale la madre protegge senza impedir al piccolo di sperimentare, di esser autonomo nel sentire e provare.

Per il suo fluire e plasmarsi, l’acqua prende la forma del contenitore in cui è contenuta; ottimo conduttore, muta il proprio stato in base all’azione di agenti esterni che ne alterano la condizione. Tipico esempio è il formarsi delle onde, in seguito a condizionamenti esterni di varia natura.

Pochi aspetti ma fondamentali sono alla base del metodo A.T.D.R.A.:

a) accoglienza, sostegno della famiglia e condivisione con essa degli obiettivi dell’intervento verso il bambino;

b) un forte sentire empatico nei confronti del bambino che accogliamo;

c) il coinvolgimento genitoriale in un rapporto di “feedback biunivoco” con il bambino;

d) aspetto motivazionale e caratteristiche archetipiche dell’elemento acqua;

e) attento monitoraggio del percorso terapeutico attraverso calendari di incontri con famiglie, rete operatori e supervisore.

Surfing-Therapy

“Surfing Voice”

La Surf-Therapy “Surfing Voice” è uno strumento applicativo A.T.D.R.A.; come l’intervento in piscina, sfrutta le peculiarità dell’elemento acqua, utilizzando le onde ed il surf come mezzo terapeutico altamente motivante per i soggetti.

E’ la prima forma di surf-therapy italiana e per certi versi nel mondo, si differenzia infatti dalle pochissime realtà di surf-terapia già esistenti, che utilizzano l’emozione scaturita dal cavalcare un’onda per alleviare il disagio e per rafforzare autostima.

Con “Surfing Voice” si interviene invece adattando alla generale struttura applicativa attenzioni e modalità personalizzate al singolo soggetto e alle diverse patologie.

Le sessioni sono condotte unicamente da operatori dell’associazione “FOR-YOU A.T.D.R.A.” formati nel metodo, monitorati e supervisionati. Ogni percorso è personalizzato e quindi strutturato sulle caratteristiche del soggetto ed indirizzato verso obiettivi condivisi con la famiglia, che come vuole A.T.D.R.A. risulta, anche in questo intervento, parte attiva nella terapia.

Abbiamo percorso un tratto di strada insieme ascoltando vari relatori che ci hanno illuminato la strada riportandoci a riflettere su chi sono i nostri bambini. Con il prof. Lamberto Giannini ci siamo lasciati guidare nel magico mondo del teatro, e dell’arte visiva. Imparando che  oggi ci sono persone che “non sono abili alla felicità o all’ascolto, e alla fine siamo tutti diversamente abili,  diversamente  normali  e meravigliosamente diversi”. La dott.ssa Gabriella La Rovere nel presentarci il suo ultimo libro “Mi dispiace suo figlio è autistico”ci ha aperto gli occhi sulle realtà contingenti dei nostri figli, che prima di tutto sono persone e non solo sindrome e che per un errore madornale tutti si ostinano a chiamarli disabili, perché secondo il senso comune non sono abili ad adattarsi alla società odierna ai suoi ritmi incalzanti, alle sue frettolose relazioni. Con il dott. Antonio Rinaldi entriamo nel mondo della conoscenza dell’individuo come persona dove coabitano anima e corpo, dove “davanti a noi c’è un piccolo essere dal forte sentire, saggio nel suo ricercare e umile nel suo apparire”.Un piccolo uomo che tutti noi vorremmo essere o diventare per essere persone che nel silenzio esistono. Autore del libro “Leggere il silenzio” e ideatore del metodo ATDRA raccolgo gli aspetti fondamentali sono alla base del metodo A.T.D.R.A.:

a) ACCOGLIENZA, sostegno della famiglia e condivisione con essa degli obiettivi dell’intervento verso il bambino;

b)EMPATIA: un forte sentire empatico nei confronti del bambino che accogliamo;

c) il COINVOLGIMENTO genitoriale in un rapporto di “feedback biunivoco” con il bambino;

d) ASPETTO MOTIVAZIONALE e caratteristiche archetipiche dell’elemento acqua;

e) attento MONITORAGGIO del percorso terapeutico attraverso calendari di incontri con famiglie, rete operatori e supervisore.