Dott. Keller Roberto

Dott. Keller Roberto

 

Dopo dieci anni di attività pionieristica nel settore della diagnosi e trattamento dei disturbi dello spettro autistico in età adulta, il centro dell’ASL Città di Torino viene riconosciuto dalla Regione Piemonte come “centro esperto”.

L’autismo è un disturbo neuro evolutivo precoce che ha un esordio clinico nei primi anni di vita ma che tende a mantenersi anche in età adulta, di qui la necessità che anche in questa fascia di età vi siano interventi diagnostici e terapeutici idonei.

Il Centro pilota per il disturbo dello spettro autistico in età adulta dell’ASL Città di Torino, diretto dal dr. Roberto Keller, medico psichiatra e neuropsichiatra infantile, opera all’interno del Dipartimento di Salute Mentale da dieci anni nella direzione di costruire un modello di intervento a rete, che coinvolga fortemente le famiglie, i servizi sociali, la scuola, gli enti di formazione lavorativa e il privato sociale nella formulazione del progetto individuale per la persona adulta. Con oltre 550 persone e famiglie seguite rappresenta il principale centro pubblico territoriale nazionale.

La nuova sfida è rappresentata dall’attivare una rete clinica a diffusione regionale secondo un modello hub and spoke, con la presenza in ogni ASL del Piemonte di referenti clinici per l’autismo in età adulta, che operino all’interno di equipe multidisciplinari per la formulazione del progetto di vita della persona con autismo, centri che verranno coordinati dal Centro esperto dell’ASL Città di Torino. Il Centro esperto autismo adulti si sta infatti occupando di percorsi formativi regionali anche all’interno del progetto nazionale EV.A, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute, per la formulazione di un PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale)  relativo alla transizione dall’adolescenza all’età adulta, progetto di cui il dr. Roberto Keller è referente regionale.

La transizione dall’età evolutiva all’età adulta avverrà quindi con fluidità e senza soluzione di continuo con la conoscenza da parte dei curanti dell’età adulta almeno un anno prima del passaggio alla Salute Mentale da parte della Neuropsichiatria Infantile, con un modello che si basa sulla condivisione delle conoscenze della persona.

La persona viene messa al centro del percorso, anche attraverso un assessment delle preferenze che fa assumere al percorso diagnostico non tanto un ruolo di etichettatura nosografica quanto di interazione umana e di conoscenza della persona con autismo e della sua famiglia e la costruzione comune di un percorso di vita.

Autismo in età adulta: progetti di preparazione all’inserimento lavorativo
Dal 2009 il Dipartimento di Salute Mentale della ASL Torino 2 si è dotato di un ambulatorio territoriale che si occupa in modo specifico dei Disturbi dello spettro autistico in età adulta. L’iniziativa dell’ASL TO 2 ha attuale valenza sovrazonale, infatti, con il contributo della ASL TO1, copre dal giugno 2013 le esigenze dell’intera Città di Torino.

“Questo ambulatorio è un progetto innovativo che offre ai Centri di Salute Mentale di Torino, agli Utenti, alle Famiglie e ai Servizi Sociali dell’intera città un centro di riferimento e di consulenza specialistica per valutazione, diagnosi e orientamento al progetto di intervento – commenta il Direttore Generale ASL TO 2, Dott. Maurizio Dall’Acqua – rappresentando anche una razionalizzazione di risorse altrimenti disperse”. “L’attivazione definitiva dell’ambulatorio segue al periodo di attività pilota già iniziato sin dal 2009 nell’ASL TO 2 e recepisce le indicazioni del Tavolo Autismo del Ministero della Salute, delle Linee di indirizzo della Regione Piemonte del 2009 e della Conferenza Stato Regioni del 2012 – conclude il Dott. Dall’Acqua – nonché le richieste di tutte le Associazioni dei Familiari”.

“I disturbi dello spettro autistico rappresentano infatti un insieme di disturbi neuro evolutivi complessi, a esordio precoce, che intervengono sulla qualità della comunicazione e relazione sociale, e che permangono per tutta la vita nella quasi totalità dei casi – spiega il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ‘G. Maccacaro ‘ASL TO 2, Dott. Elvezio Pirfo – ne esistono forme a funzionamento più compromesso, con disabilità intellettiva, e forme a funzionamento più alto, con livello intellettivo nella norma ma che comunque presentano un deficit nella cognizione sociale”.

La prevalenza in Italia è stimata intorno a 40–50 Pazienti su 10.000 abitanti, ben lontana dall’1:100 del mondo anglosassone, a indicare la necessità di una maggiore attenzione diagnostica.“E’ importante che i processi abilitativi continuino in età adulta per non perdere le abilità acquisite in età evolutiva – precisa il Dott. Roberto Keller, specialista in Psichiatria e Neuropsichiatria Infantile, Responsabile dell’Ambulatorio – così come bisogna prestare attenzione a diagnosticare anche in età adulta le forme cliniche che non sono state in precedenza individuate clinicamente, per poter alleviare la sofferenza individuale e delle Famiglie. Vengono pertanto proposti un percorso diagnostico accurato, con test validati e la definizione di un progetto individualizzato che tenga conto delle caratteristiche di ogni singola persona. All’interno di questo contesto è stato inoltre formulato un progetto specifico, volto all’inserimento delle persone autistiche ad alto funzionamento nel mondo lavorativo; grazie al contributo della Fondazione CRT viene pertanto portato avanti un percorso di sostegno psicologico con miglioramento degli aspetti relazionali ed affettivi, in stretta collaborazione con il percorso formativo realizzato presso l’ENGIM” . “I primi dati relativi ai pazienti autistici già inseriti in passato nei tirocini lavorativi ci mostrano che i pazienti che hanno seguito un percorso abilitativo specifico presso l’ambulatorio dello spettro autistico della ASL To2 hanno mostrato una migliore tenuta sul lungo termine, evidenziando l’importanza dei percorsi abilitativi specifici” – conclude il dr Giorgio d’Alio, Direttore Sanitario ASL TO 2.

Continuità terapeutica e assistenziale sono le parole d’ordine del servizio della ASL TO 2, nell’ottica del pieno rispetto della persona, del suo valore e della sua Famiglia. Attivo da giugno 2013 su tutta la città di Torino, l’ambulatorio ASL TO 2, in cui operano Specialisti psichiatri e psicologi, ha sede presso il CSM ASL TO 2 di Corso Francia 73 a Torino (tel. 011–4336129) è aperto il martedì dalle ore 15 alle 17 e il mercoledì in orario 9-13/14-17 ed è accessibile su invio dei Centri di Salute Mentale competenti per residenza, ai quali verrà restituita una valutazione specialistica e garantito l’eventuale supporto consulenziale.

 

Fonte: ASL TO2

Redazione: Polo cittadino della Salute

 

 

 

Un pò di storia:

l’ENGIM (Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo) è emanazione della «Pia Società Torinese di San Giuseppe», congregazione che opera nell’ambito della formazione professionale fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1873 per iniziativa di Leonardo Murialdo (1828-1900) e dei suoi collaboratori. È una associazione senza fini di lucro, che opera a livello nazionale ed internazionale, a servizio dei giovani e dei lavoratori per lo sviluppo della loro professionalità e per la loro promozione personale e sociale.

Il rapporto concreto del nostro agire è la Carta dei Valori dell’ENGIM, nel cui fulcro c’è l’azione educativa e formativa che diviene capacità di: «Accompagnare-Ascoltare-Sostenere» le persone che vivono e frequentano i nostri centri di formazione e, allo stesso modo, fondamento di tutte le attività di cooperazione in cui operiamo nel mondo.

«Tutti loro sono “al centro” del nostro “centro”!». (Leonardo Murialdo)

Come ci ricorda il nostro Presidente, don Antonio Teodoro Lucente: «La storia dell’EMGIM coincide con la storia della Congregazione. Occorre andare agli Artigianelli (a Torino) dove il Murialdo con i suoi collaboratori insegna un mestiere, perché avere una professione è mettere la propria vita al sicuro». Il Murialdo diceva: «È avere una cascina». Per questo nell’ENGIM troviamo le caratteristiche giuseppine dell’educare, quali: lo spirito di famiglia, la centralità del ragazzo, esercitare l’ascolto e il dialogo educativo, essere comunità educativa (tutti al di là dello specifico ruolo di ciascuno…).

Dove siamo in Italia e all’estero:

Le Associazioni regionali di ENGIM sono presenti in Piemonte, Veneto, Lombardia Emilia Romagna, Lazio e Calabria. Tutte le sedi sono accreditate per l’obbligo formativo, la formazione continua, superiore e per l’orientamento. L’ENGIM: si avvale di collaboratori laici che hanno «Aderito» alla proposta «Educativa» della Congregazione di san Giuseppe, ed occupano anche ruoli di responsabilità direttive e gestionali. Oltre alla cura delle Giovani Generazioni, ENGIM ha a cuore la «Formazione permanente, umana e professionale», dei suoi collaboratori così da metterli in grado di rispondere ad una società sempre più in sviluppo e cambiamento.

Attraverso la sua ONG, l’ENGIM coopera nei Paesi in via di sviluppo, ed è iscritta nell’elenco delle “Organizzazioni della società civile ed altri soggetti senza finalità di lucro” istituito presso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ai sensi dell’art. 26, commi 2 e 3, della Legge 125/2014 e dell’art. 17 del D.M. 113/2015.

Ecco i paesi in cui operiama o sono in corso di realizzazione iniziative di solidarietà e progetti di assistenza e promozione dello sviluppo locale: Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Messico, Albania, Romania, Sierra Leone, Ghana, Guinea Bissau, Mali, Kenya, Senegal, Sud Sudan, Libano, Siria e India. Le iniziative spaziano dal reinserimento lavorativo dei giovani in condizioni di disagio al sostegno di consultori medici, dalla creazione di centri professionali all’avviamento al lavoro di giovani diplomati, dalla costruzione di pozzi alla posa di impianti fotovoltaici.

 

Spesso ci capita di leggere sui social i lamenti incrociati dei “nostri” genitori perché non si parla mai seriamente di autistici adulti, come del fatto che non ci siano libri, né studi, né articoli di giornale che raccontino il loro mondo, la realtà quotidiana, con le sue luci (poche) e le sue ombre, le comorbilità, la latitanza degli enti pubblici ad affrontare seriamente il problema di un vuoto di strutture sociosanitarie che si prendano in carica queste persone.  Esistono del nostro Paese, però, delle aree felici come il Centro Pilota per il disturbo dello spettro autistico in età adulta dell’ASL Città di Torino diretto dal dr. Roberto Keller, psichiatra e neuropsichiatra infantile, che segue oltre 550 persone e famiglie e rappresenta il principale centro pubblico territoriale regionale. Il modello che propone è un intervento di rete che coinvolga famiglie, servizi sociali, scuola, ente di formazione professionale e enti privati sociali per mettere a punto un progetto individuale di vita della persona adulta.

 

Roberto Keller si occupa di autistici adulti a 360 gradi. Già autore di un manuale fondamentale per questo specifico argomento e cioè “I disturbi dello spettro autistico in adolescenza e in età adulta” (Ed. Erickson  2016) ha da pochissimo pubblicato un nuovo tomo “Psychopathology in Adolescents and Adults with Autism Spectrum Disorders” (Ed. Springer) incentrato sulla diagnosi, la cura e il trattamento delle comorbilità psichiatriche che si incontrano negli adolescenti e adulti dello spettro autistico. Il libro è in lingua inglese e consta di dodici capitoli ognuno dei quali affronta un argomento specifico. Sarà un testo prezioso per psichiatri, psicologi e neuropsichiatri e professionisti che lavorano in questo settore.

Dr Keller quali sono le novità di studi e ricerca sull’autismo di adulti e adolescenti analizzate in questo libro?

Il testo è volto a migliorare le conoscenze sulle co-occorrenze psicopatologiche quali depressione, disturbo bipolare, ansia, psicosi, ADHD ecc. che in adolescenza e età adulta sono molto frequenti e creano difficoltà di diagnosi differenziale e di gestione clinica

Quali consigli e buone pratiche può dare a istituzioni e famiglie per poter migliorare la vita dei soggetti autistici adulti?

Partire da una corretta valutazione diagnostica e da una conoscenza della persona con autismo e della sua famiglia, inserire questi dati nel contesto ambientale e locale di vita, coinvolgere tutti i referenti guidati e coordinati però da un unico referente clinico

Questo libro (a differenza del primo) mi sembra sia rivolto solo agli addetti ai lavori?

E’ un testo scientifico diretto soprattutto ai clinici (medici, psicologi, educatori, terapisti); non raramente l’autismo è scambiato per altri disturbi e soprattutto nelle persone con autismo si considerano poco i disturbi psicopatologici o comportamentali che possono insorgere e non vengono valutati con adeguata attenzione e con gli strumenti corretti.

Si troverà mai un farmaco realmente efficace contro l’autismo?

Il farmaco è utile se inserito in un progetto globale della persona; anche i farmaci attualmente in fase sperimentale non vanno considerati la soluzione unica ma un aiuto da inserire in un percorso progettuale di vita individualizzato di cui il farmaco è solo un tassello; una migliore caratterizzazione e sotto tipizzazione diagnostica potrà aiutare a trovare un farmaco per i casi che davvero ne necessitano.